IN THE LOSER'S DEATH
...
adesso che sono morto..
quando piove..
quando scelgo le mie vittime..
quando le uccido..
solamente in questi momenti, ironicamente.. posso DAVVERO affermare, per la prima volta.. di sentirmi VIVO.
Io.. non ricordo ne come, ne quando sono morto. Non ricordo nemmeno il mio nome.
...
Rieccomi qui, modalita' "ozio" attivata da chissa' quanto tempo, a perdermi nei miei inutili pensieri, appollaiato al mio sempre fedelissimo masso. Mi stiracchio le membra spettrali. Si sta davvero bene, oggi.. non lo avrei mai detto, ma posso sentire la temperatura come posso sentire qualsiasi altra cosa, come se fossi vivo. Dei giganteschi nuvoloni stanno avanzando, divorando porzioni di gioioso cielo azzurro.. hm, non so se esserne felice o meno.. pero'..
Che pacchia, la vita (se cosi' posso definirla) del fantasma! Beh, di negativo c'e' che praticamente ho vita sociale zero.. ma anche qui, chi se ne frega? Le donne non mi hanno mai degnato di uno sguardo, e gli uomini.. beh, a parte maltrattarmi o prendersi gioco di me, non mi hanno mai considerato piu' di tanto.
Si potrebbe dire che.. forse ero un vero e proprio fantasma anche quando ero in vita. Un fantasma utile solo quando veniva umiliato. Uhm.. aspetta.. forse pero' c'era qualcuno al quale importava qualcosa di me.. mia madre, forse..? No, pero' sono sicuro che.. hm?
Delle urla, provenienti dal cuore dell'accampamento, strappano la mia attenzione dai miei pensieri. Una modesta folla si e' formata intorno ad una tenda. Ah gia', e' quella di Shinon.. beh, e' naturale, e' gia' il terzo che uccido.. probabilmente sara' gia' scoppiato il finimondo, il generale Ike e il suo assistente maghetto staranno sicuramente dando la caccia a qualcuno. Poverini.
Individuo la fonte delle urla: una persona, anzi, una ragazzina.. e' intenta a fare la voce grossa con due famelici laguz. Ehi, mi piace il suo temperamento! E' voltata di spalle.. mi avvicino, incuriosito, fino a poter sentire cosa sta dicendo.
"Pfffft, una persona e' stata appena uccisa, e voi segugi mi dite che non avvertite niente a parte l'odore del sangue e della vittima!?" Sbraita lei.
D'improvviso, sento arrivare un leggero ed inatteso dolore alla testa.. Ma che diavolo..? Un fantasma col mal di testa? Che sta succedendo..?
La mia distrazione mi costa gran parte dello spettacolo, visto che nel momento in cui torno a rivolgere lo sguardo alla divertente scena, riesco solo ad intravedere uno dei due mostri lanciare un ultimo sguardo affilato alla sua avversaria, sibilare una qualche sorta di minaccia e sparire dalla visuale accompagnato dal suo simile.
Perso il suo animalesco avversario, forse non contenta del risultato, la ragazza comincia a prendersela con il resto della folla, dispensando ogni sorta di ordini e rimproveri utilizzabili al momento. Che caratterino.. uhm, mi fa tornare in mente spiacevoli ricordi in cui..
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Lo sapevo, quei nuvoloni promettevano bene! Una.. due, tre gocce...
Non perdo tempo, balzo in piedi.
La voglio. Voglio vedere il suo volto spavaldo.. voglio vederlo mentre lascia il posto ad una maschera di disperazione. Voglio sentire la sua voce carica di boria spegnersi in patetici rantoli di sofferenza, mentre gli porto via la vita.
Non faccio neanche in tempo a dipingermi in faccia il mio peggiore ghigno diabolico che lei ha gia' smesso di sbraitare e sta dirigendo i suoi imperiosi e palesemente nervosi passi altrove, forse alla sua tenda. Che colpo di fortuna.
L'acqua continua a cadere dal cielo ora completamente grigio. Le gocce cadono.. scandiscono pigre i miei passi.. cadono solenni ma caute, senza ancora sfociare nel tanto agognato acquazzone.
Il cielo cupo, le fredde sferzate del vento freddo, quell'assurdo pioviccicare lieve.. mi innervosisce. Riesco a perdere completamente il controllo solo quando rombano i tuoni e l'acqua scroscia fitta bagnando la terra.
Ma va bene cosi'.. quella ragazza ha risvegliato il mio interesse ancor prima che cominciasse a piovere.
Mi pulsa la testa, il dolore comincia a farsi davvero fastidioso, adesso.. anche con quella pioggerella e con il misterioso mal di testa, posso lo stesso avvertire distintamente il fuoco dell'eccitazione ardermi questo mio cuore fantasma.
La preda taglia inaspettatamente il campo, dirigendo i suoi passi verso una radura in prossimita' del bosco.
Si ferma al centro della radura.. si piega, si distende.. come se tutto d'un tratto avesse deciso di sfogare la frustrazione repressa. Ironia di una sorte beffarda, ancora non sono riuscito a guardarla in volto direttamente..
Mi avvicino. Solamente adesso, come ad acconsentire ad una mia tacita richiesta, i nuvoloni si sono decisi ad aumentare la portata e l'intensita' delle sue limpide, sublimi gocce.
E' un segno. Non posso, non riesco ad aspettare che vada a ripararsi al campo.. questa radura.. va bene lo stesso. Tanto.. ridacchio, chi potrebbe vedermi?
Per tutta risposta, come a punirmi della mia futile spavalderia, sento la testa scoppiare, cedere sotto un dolore improvviso e lancinante, come se mille lame avessero trapassato il mio cranio. Barcollo.. finisco in ginocchio.
"M.. maledizione.." sibilo.
Ma che storia e' questa? Lei e' proprio davanti a me.. non sara' uno stupido mal di testa a fermarmi!
Raccolgo una pietra delle dimensioni di un teschio umano da terra.
Giungo barcollando alle sue esili spalle..
Dannazione, ora che ci penso, non ho ancora avuto il piacere di ammirare il suo viso. Tant'e'. Mi lascero' il beneficio del dubbio.
Il rombo improvviso di un tuono illumina di pallida e fioca luce il suo collo snello ed i suoi splendidi capelli rosa, arruffati dalle frustate del vento.
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Capelli.. rosa? Un attimo di esitazione.. nel frattempo sento la testa esplodere.. mi porto la mano sinistra al capo, come a sperare nel conforto fra le mie stesse dita, mentre con la destra immolo la mia arma al cielo.
Mi cedono le gambe di nuovo; ma stavolta non mi lascio sopraffare dal dolore.. scalcio pesantemente il terreno, per cercare di scacciare quel male misterioso.
Un gesto di troppo, un gesto dettato dalla debolezza.. ed inesorabilmente, vengo punito.
C'era una ramoscello stranamente ancora secco, nascosto nella fitta coltre dell'erba bagnata, proprio nel punto in cui ho piantato il mio piede fantasma.
Il ramoscello si spezza, emettendo un rantolo, leggero, ma in netto contrasto col fruscio del vento e il monotono picchiettio della pioggia.
La ragazza, sorpresa, si volta di scatto.
Grazie, ramoscello.
Lei.. e' bellissima.
Colpita dall'unica fioca luce al quale i pesanti nuvoloni hanno concesso il passaggio, il suo volto leggiadro, rigato dalla pioggia ed incorniciato dai meravigliosi folti capelli rosa che ora danzano ingenui il ritmo del vento, fa trasparire una tristezza malinconica quasi palpabile e solo lievemente celata dalla sorpresa, tristezza sottolineata e magnificata dalle dolci labbra amaramente corrucciate.
Accompagnate dal frastuono di un secondo tuono, le fitte alla testa sembrano amplificarsi all'inverosimile. Ma non ci faccio molto caso.
Arresto immediatamente il mio fatale colpo, lasciando cadere a terra la mia arma.
Conosco questa ragazza. O meglio, la conoscevo.
Come ho potuto dimenticare.. proprio lei?
Era una parte di me.. Era tutto cio' che avevo.
E' stata l'unica persona che ha sempre creduto in un pezzente come me.
E' stata l'unica persona che io sia mai riuscito ad amare.
Ora ricordo il mio nome. Io...
...
"F.. fratellone..? Sei.. sei tu??" Mi interrompe questo suo bisbiglio.
I suoi splendidi occhi.. sgomenti, increduli.. fissi sulla mia vaga figura.
Esitante, alza un braccio e avvicina la sua candida mano al mio volto contorto dal dolore.
"Sei davvero tu!? Maki... Makalov, fratellone!?"
...
Il mio nome e' Makalov. Ho gia' vissuto questa scena.
La pioggia.. un dolore lancinante alla testa.. Mia sorella.. il suo volto triste.. il suo calore, le sue braccia avvolte al mio corpo..
Solo adesso ricordo come e quando sono morto.
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Quel giorno avevo deciso di morire. Ero stanco di quella vita.
maledicevo mia madre, che mi aveva messo al mondo.
Maledicevo questa nostra orrenda terra spietata.
Maledicevo mia sorella, che si era sempre presa cura di uno schifoso come me.
..Ma sopratutto, maledicevo me stesso e la mia totale incapacita' di ribellarmi al destino.
Sono sempre vissuto nella vergogna. Ho sempre vissuto come uno sporco verme.
Impaurito, disperato, passivo, impotente.
Avevo la triste consapevolezza che avendo vissuto tutta la vita come un misero perdente..
sarei morto, esattamente.. come il misero perdente quale ero.
Impaurito, disperato, passivo, impotente.
No, dannazione.. non ci stavo.
Quel giorno, ho deciso che sarei morto da vero uomo.
Sarei morto come fanno i grandi guerrieri che ammiravo..
Facendo cio', avrei accolto la mia fine forse con un sorriso..
soddisfatto, senza rimpianti.
Quel giorno sono partito all'inseguimento del gruppo di Ike ed i suoi. Mi aveva scartato come al solito, il generale.. non ero degno di assisterlo in una guerra cosi' importante e decisiva.
Imperiava una tempesta paurosa. Il vento piegava gli alberi, la fredda pioggia sferzava gelida la terra e sembrava arrivare a bagnare, penetrare anche i meandri piu' nascosti dell'anima. Cavalcavo eccitato il mio destriero in mezzo al caos, e sentivo il cuore battere cosi' forte da farmi quasi male.
Arrivato sul campo di battaglia, ho individuato immediatamente la mia occasione: Due dei nostri soldati.. due ragazze minute, davano battaglia a una mezza dozzina di unita' nemiche. Senza pensarci un attimo di piu', mi sono gettato nella mischia, spada alla mano.
Ne uccisi due.. forse tre. Non avevo mai lottato in quella maniera.. ma gli avversari erano troppi, venni ben presto disarcionato.. caduto a terra, spesi le ultime forze residue trafiggendo a morte un lanciere lanciandogli la spada. Ero disarmato, steso a terra, sfinito. Attendendo con ansia l'arrivo del colpo dell'ultimo soldato rimasto, sorrisi. Un sorriso che duro' poco, il tempo di notare una figura alata guizzare improvvisamente, rubare la vita del mio avversario con un volo terminato in una picchiata fatale.
Lei.. Marcia.. mia sorella!
Aveva infranto i miei gloriosi sogni di morte. Amaro, mi sono scagliato contro colei che era giunta per soccorrermi.. per la rabbia mi morirono le parole in gola.
Lei era in agguato fra gli alberi.. non c'era assolutamente nessun pericolo.. le due ragazze, le ho riconosciute, erano Nephenee e Mia.. da sole in grado di spazzare via una decina di soldati. Il mio intervento era del tutto inutile.
Pero'.. se fossi stato colpito in quel momento.. sarei morto senza sapere la verita', sarei morto.. felice, soddisfatto. Come un vero guerriero.
"Makalov, Idiota! Che diavolo ci fai qui?" Grido' Marcia, scendendo dal suo destriero alato. Sorella.. idiota! Avrei potuto sbraitare la medesima frase.. ma non ho fatto in tempo, lei mi schiaffeggio', facendomi barcollare.
In quel preciso momento, un arciere nemico, approfittando del caos, scocco' la sua freccia letale.. volo' alta, sibilando mentre polverizzava mille e mille gocce d'acqua nel suo percorso. Barcollavo.. il mio cervello e il mio corpo non erano in grado di reagire a quella velocita'.. sapevo solo che dovevo fuggire.. ho provato a spostarmi lateralmente, esponendo mia sorella al pericolo, ma il fango mi ha fatto scivolare e..
La freccia, destinata a spegnersi su un cespuglio ai piedi di Marcia, concluse invece la sua traiettoria trafiggendomi il cranio da tempia a tempia.
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Poi, ricordo solo un dolore lancinante alla testa.
Ricordo solo la pioggia battente, incessante, scandire gli ultimi battiti del mio cuore.
Ricordo il viso sconvolto dalle lacrime di mia sorella.
Ricordo il suo calore e le sue braccia sorreggermi il corpo.
Ricordo sopratutto un'amarezza infinita dentro di me, scavarmi dentro fino a svuotarmi del tutto.
...
La mia e' stata una morte inutile.. Non ho salvato nessuno.. anzi, avevo distratto mia sorella dal campo di battaglia.
E' stata una morte disonorevole.. prevedendo la fine, ho tentato di fuggire come un verme.
E' stata una morte amara, insignificante.. ucciso da una freccia che non avrebbe colpito nessuno.
Inutile, disonorevole, amara, insignificante.. proprio come tutto il resto della mia vita.
Alla fine, non sono riuscito neanche a decidere come morire. Sono morto come un perdente.. un misero verme.
"E... Ed e' stata tutta colpa TUA!!"
Grido. Il dolora alla testa e' insopportabile, posso sentire il freddo acciaio penetrarmi il cranio ancora, ed ancora..
Marcia e' rimasta senza parole. Pietrificata dallo sgomento, dal terrore e forse da qualche senso di colpa, non riesce a fare altro che seguire con lo sguardo quella visione spettrale dimenarsi davanti a lei.
"E' tutta colpa tua!"
Tuono di nuovo, sopraffatto dalla rabbia, dal rancore, dall'amarezza.. sopraffatto dagli istinti omicidi evocati da quella maledetta pioggia gelida, ritrovo e raccolgo di nuovo la pietra.
La mia stolta sorellina non se n'e' neanche accorta, tanto la sua mente e' paralizzata dal rivedere suo fratello in piedi davanti a lei.
Impugno l'arma improvvisata con entrambe le mani, e l'immolo di nuovo al cielo, in alto, oltre il mio volto, oltre il mio ghigno diabolico, oltre il mio capo e oltre la ferita che mi uccise.
...Ehi! tu, cattivo! Non toccare il mio fratellone!
Solenne, accompagno con le braccia il masso mentre questo compie un arco perfetto, destinato a terminare trionfante sulla mia vittima.
...No mamma! Non picchiare il fratellone! Li ho.. li ho rubati io i tuoi soldi..!
Posso vedere le limpide gocce d'acqua rallentare a mezz'aria, posso sentire il fremito del mio corpo pervadere di tremori le mie mani, posso avvertire l'urlo del vento accompagnare il mio inesorabile colpo mortale.
...Voi! Fermi o vi uccido..! Paghero' io i debiti di mio fratello, lasciatelo andare!
Addio, sorellina.
Per me sei stata contemporaneamente la persona che ho piu' amato e quella che ho piu' odiato.. nella vita e nella morte.
Per questo, io.. per questo..
...
Il mio colpo sfila oltre le sue spalle, e lascio che l'erba vicino ai suoi piedi venga assassinata, con un tonfo sordo, dalla pietra scivolatami dalle mani.
Le mie mani tremanti e macchiate indelebilmente dal sangue dei guerrieri uccisi scorrono intorno al suo esile corpo e avvolgono il suo dolce capo, stringendolo al mio petto spettrale.
Non posso uccidere la mia sorellina.. Non ne avrei mai e poi mai il coraggio..
D'improvviso, un'immensa tristezza mi pervade il cuore fantasma, avverto un'incredibile ondata di malinconia spazzare via tutto l'odio, il rancore, l'impeto assassino.
Siamo in silenzio, uno nelle braccia dell'altro.. ma in questo silenzio non si contano le mille parole che mai in vita siamo riusciti a dirci.
Se avessi avuto delle lacrime a disposizione, sicuramente piangerei e urlerei cosi' forte da spezzarmi le corde vocali.
Probabilmente Marcia sta piangendo. I brividi gli sconquassano lievemente il corpo.
"Maki.. fratellone, perdonami.. io.." Borbotta lei, spezzando l'aura magica di silenzio, fra un singhiozzo e l'altro.
"Sorellina.. non devi scusarti. E' tutta colpa mia. E' sempre stata colpa mia. Adesso.." Mi interrompo.
La pioggia e' cessata. Strano a dirsi, posso avvertire il leggero tepore dell'ultimo sole del pomeriggio riscaldare le vaghe fattezze del mio corpo.
Lentamente, lascio il mio gelido abbraccio fantasma sciogliersi sotto i raggi pigri di un sole quasi svogliato.
Non mi sbagliavo.. Marcia sta piangendo..
E non mi sbagliavo.. e' davvero stupenda. La dolce luce del sole la avvolge completamente, e...
"Sarebbe perfetto se adesso mi regalassi uno dei tuoi splendidi sorrisi!" Ridacchio.
"Pfffft, mi tormenti anche da morto e vuoi che sorrida?" Mi accontenta donandomi, forse involontariamente, il suo tipico risolino.
"Heh." Concludo soddisfatto.
Adesso si che e' tutto perfetto.
Toh. Ironia della sorte.. con tutta quella pioggia non me n'ero accorto.. eravamo finiti nella radura dove giace il mio tanto amato masso.
Mi lascio andare e cado appollaiato su di lui.
Per la prima volta da quando sono fantasma.. mi sento stanco. Tanto stanco.
Mi accorgo, lanciando uno sguardo pigro alle mie mani, che la fioca luce del tramonto sembra assorbire il mio corpo.. ed i miei pensieri.
Sbadiglio fragorosamente.
Sento un gran senso di leggerezza.. posso vedere Marcia urlare qualcosa mentre accorre disperata in mia direzione.
Mi accorgo che non riesco a sentire la sua voce. Peccato.. Non sento piu' nulla, a dire il vero, a parte il flebile e continuo fruscio del vento leggero che naviga orgoglioso il mare degli esili fili d'erba bagnati.
Quel dolce suono, insieme alla luce del crepuscolo, affievoliscono il dolore alla testa fino a farlo sparire completamente.. insieme ad esso, vengono lavati via tutti i dispiaceri.. tutti i brutti pensieri, si sciolgono come neve al sole.
Marcia e' arrivata al mio masso.. continua ad urlare, e con la forza della disperazione, cerca di trattenere a forza le mie spoglie.. che gia' stanno per dissolversi.
...
Il mio nome e' Makalov.
Sono vissuto e sono morto come un perdente.. di nuovo.
Stranamente, pero', ora che sto per morire.. definitivamente.. per l'ultima volta..
Non mi pesa piu' di tanto constatare cio' che sono.
Riesco a sorridere.
Spariro' di nuovo senza aver finito cio' che ho iniziato..
Eppure non riesco a trovare rimpianti.
Addio, sorellina.. ti lascio, spero di finire in un posto tranquillo, un posto che spero mi accettera' per quello che sono veramente.. un posto che mi accettera' come solo tu sei riuscita a fare.
Sento che va bene cosi'..
Anche perche' adesso sto sparendo.. per la seconda ed ultima volta..
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Tra le braccia dell'unica persona che sono mai riuscito ad amare.
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