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Era quella la morte?
Tutto quello che aveva vissuto… le persone a cui aveva voluto bene…
Era così che sparivano?
No, non poteva accettarlo.
Doveva resistere, e farlo per gli altri.
*la barricata… se muoio non difenderanno a sufficienza la barricata…*
Sentiva il calore abbandonarlo, e tentava di resistere.
*Non puo’ essere questa la fine…*
Vide un volto chino su di lui, poi nulla.
…
Era una fredda mattina d’autunno, quel di.
Tutti sapevano che una guerra era in corso e che dovevano fare il loro
compito.
Keryel però era sempre bravo a incoraggiarli, e nonostante i loro amici
continuassero a cadere non erano demoralizzati.
Quel giorno però, sarebbe stato diverso.
…
Era ancora presto e Keryel aveva le mani intorpidite per il freddo.
-Quei folli, se sperano che lasceremo la barricata si sbagliano di grosso.-
Sapeva che non sarebbe stato facile, ma alla fine avrebbe vinto quella
battaglia.
-I cari uomini di Jehanna non posso competere con noi, noi siamo la guardia
imperiale di Graze, e non siamo mai stati sconfitti-
Andò nelle scuderie.
Come al solito Orekas, la sua Viverna, era la ad attenderlo.
Salì in groppa alla sua montatura e sguainò la spada, era il momento di
vedere quante forze il nemico aveva schierato.
Appena raggiunse la cima delle mura, si stupì.
Forse la vittoria era più vicina del previsto.
I nemici erano a malapena un centinaio, e i rinforzi da Frelia sarebbero
presto arrivati.
Come al solito suonò l’adunata dei paladini, che si riunirono nel centro
della piazza già armati di tutto punto.
Dall’altra parte della barricata, invece, si preparavano i mercenari di
Jehanna.
Dopo che i Paladini furono pronti per la battaglia, Keryel fece riunire i
cavalieri di Viverna.
Infine preparò le unità di fanteria per la battaglia e ne diede il comando a
suo figlio, Teryu.
Erano in totale poco più di una settantina, ma le loro capacità erano
incredibilmente superiori a quella del nemico.
Quel giorno avrebbero fermato Jehanna, e salvato la barricata.
Da lì, arrivati i rinforzi, si sarebbero diretti alla capitale nemica, per
fermare le mire espansionistiche dei Jehannesi.
Suonò la carica e i soldati di Graze, con lui in testa falciarono il nemico
da ogni fronte.
Mentre l’esercito nemico era in rotta, uno strano suono richiamò la sua
attenzione.
Era un suono che lo aveva colto impreparato altre volte, ma che non
l’avrebbe fatto quel giorno.
Lanciò un asta nel bosco e colpì il nemico.
Era uno di quei subdoli maghi che stava lanciando un incantesimo di magia
oscura.
Per fortuna era stato colpito in tempo.
Un altro rumore riempì l’aria.
Era un sibilo.
Una freccia penetrò nella sua armatura scarlatta.
Non morì, e riuscì a guidare Orekas fino all’accampamento.
…
Era quella la morte?
Tutto quello che aveva vissuto… le persone a cui aveva voluto bene…
Era così che sparivano?
No, non poteva accettarlo.
Doveva resistere, e farlo per gli altri.
*la barricata… se muoio non difenderanno a sufficienza la barricata…*
Sentiva il calore abbandonarlo, e tentava di resistere.
*Non puo’ essere questa la fine…*
Vide un volto chino su di lui, poi nulla.
…
una crescente preoccupazione riempì gli uomini.
Keryel sopravviveva a fatica.
Tuttavia erano riusciti a scacciare il nemico, ma cosa sarebbe successo in
quel momento?
Nessuno lo sapeva.
…
Fine Prima Parte